Fascisti & Xenofobia (OT)

Maggio 28, 2008 on 3:12 am | In Media | No Comments

Quello che sto riportando ha sicuro poco a che fare con l’ informatica e le reti ma è un articolo che centra molto con quello che sta succedendo in Italia in queste ultime settimane (da quando è risalita la destra al potere) e a quei 4 gatti che frequentano queste pagine sicuro non dispiacerà leggere..

Da: http://isole.ecn.org/antifa/ pubblicato il 25.05.08
Caro naziskin ·
Hey, amico! tu leggere qui
Caro naziskin, io scrivere te con parole facili facili, così forse tu capire. Io leggo su giornali che tu essere ‘bestia’ e ‘belva’, ma io non credere. Io credere tu essere ignorante: e ignoranza è grande problema per tutti, anche per me. Perché persona ignorante è persona debole, e persona debole è persona che ha paura, e persona che ha paura è persona che diventa cattiva e aggressiva, e fa “bonk” con bastone su testa di poveraccio. Vere ‘bestie’ e ‘belve’ sono certi giornalisti (molti) e certa televisione (quasi tutta), che dicono stronzate così noi restare tutti ignoranti e potere resta in mano di potenti. Io vuole dire questo: se tu picchia un poveraccio, tu non dimostra tua forza. Tu dimostra tua debolezza e tua stupidità. Perché sua testa rotta non risolve tuo problema. Tuo problema è che tu vivere in periferia di merda, senza lavoro o con lavoro di merda. Tuo problema è che tu essere ultima ruota del carro. Allora tu volere diventare forte, e tu avere ragione. Ma nessuno diventa forte picchiando (quaranta contro due) due persone deboli. Se tu volere diventare forte, tu dovere ribellarti a tua debolezza. Tu dovere pensare. In tua crapa rapata esserci cervello. Tu allora usare cervello, non bastone. Tuo cervello avere bisogno di cibo, come tua pancia. Tu allora provare a parlare, a leggere, a chiederti perché tu vivere vita di merda. Questo essere: cultura. E cultura essere sola grande forza per migliorare uomo.
Io sapere: leggere essere molto faticoso. Pensare essere ancora più faticoso.
Molto più faticoso che gridare “negro di merda”, o “sporco ebreo”: gridare stronzate essere molto facile, basta vedere presidente skinhead Cossiga. Tutti essere capaci di insultare e odiare.
Me non importare niente se tu avere crapa rasata e scarponi: per me, tu potere anche metterti carciofo su testa e tatuare tue chiappe. Me importare che tu rispetta te stesso, tuo cervello e tua dignità, così forse tu impara anche a rispettare altri uomini. Se tu grida “sporco ebreo”, tu dovere almeno sapere cosa essere ebreo. E se tu sapere cosa essere ebreo, tu provare a chiederti come sarebbe bello se bruciassero in forno tua madre, tuo padre, tuoi fratelli, tuoi amici e te. Se tu comincia a fare domande, tu comincia a vincere. Domande essere come chiavi di macchina: basta una domanda per accendere motore e andare lontano.
Io molto preoccupato per te (e anche per testa di quelli che vuoi picchiare). Io preoccupato perché il potere, quando vede persone ignoranti e cattive, può fare due cose: metterti in prigione, e prigione è come immenso “bonk” su tua testa. Oppure servirsi di te come uno schiavo, mandarti a picchiare e torturare e bruciare mentre lui, intanto, vive in bella casa con bella macchina e bella figa. Vuoi essere libero? Tieni tua testa rapata, ma impara ad amare tuo cervello. Forza e potere abitano lì: dentro zucca, non sopra zucca. Ciao.

Michele Serra
(da Cuore del 27 gennaio 1992)

un mirror LVM su HPUX (appunti grezzi)

Aprile 3, 2008 on 4:25 am | In Unix | No Comments

creiamo lvm per i due dischi: c5t0d1 e c5t0d0

- pvcreate /dev/rdsk/c5t0d1

- pvcreate /dev/rdsk/c5t0d0

- mkdir /dev/vg01

- mknod /dev/vg01/group -c 64 0×010000

- vgcreate vg01 /dev/dsk/c5t0d1 /dev/dsk/c5t0d0

..creiamo adesso un LV con lx4Mb =50×4 = 200Mb

- lvcreate -l 50 -n mirror vg01

..creiamo adesso il mirror

- lvextend -m 1 /dev/vg01/mirror

- lvdisplay /dev/vg01/mirror

..inizializziamo LV e montiamolo

- newfs /dev/vg01/mirror

su fstab inseriamo quindi:

/dev/vg01/mirror /hd2mirror vxfs delaylog 0 2

Prove tecniche qemu/KVM & Zeroshell-1.0.beta7

Ottobre 24, 2007 on 7:15 am | In Unix | No Comments

KVM mette a disposizione estensioni per ottimizzare le virtualizzazioni sia su CPU Intel-vt che AMD-v. Il tutto consiste in un modulo kernel, kvm.ko, che fornisce le direttive base e un modulo specifico per il processore in uso, kvm-intel.ko o kvm-amd.ko.

In particolare ho voluto emulare Zeroshell net services una nuova piccola distribuzione per server e dispositivi embedded configurabile ed amministrabile via web tramite un browser..

vorrei fare connettere la nostra macchina virtuale con zeroshell nella mia LAN ed evitare di fare routing col portatile, decido di utilizzare quindi la macchina reale come proxy arp:

modprobe tun
tunctl -t tap0
chmod 666 /dev/net/tun
brctl addbr br0
ifconfig eth0 10.0.2.2 promisc
brctl addif br0 eth0
dhclient br0
brctl addif br0 tap0
ifconfig tap0 10.0.2.2 up
echo 1 > /proc/sys/net/ipv4/conf/tap0/proxy_arp
route add -host 10.0.2.2 dev tap0
arp -Ds 10.0.2.2 eth0 pub

..in questa maniera abbiam creato un bridge br0 e abbiamo associato la nostra interfaccia di rete fisica eth0 diventata così porta logica del bridge (per il nostro caso non necessita di alcuna assegnazione particolare..)

successivamente abbiamo assegnato un ip (nel caso particolare attraverso dhclient) della nostra lan per la “nuova” interfaccia della macchina reale.

Passiamo adesso a qemu-kvm e lanciamo quindi la nostra ZeroShell e vediamo come decidere per lei in modo che si interfacci attraverso il nostro bridge..

Tramite questo script switcheremo sull’ interfaccia di rete virtuale la macchina emulata:

#!/bin/sh

echo “Executing /etc/ifupScript…”
echo “Bringing up $1 for bridged mode…”
sudo /sbin/ifconfig $1 0.0.0.0 promisc up
echo “Adding $1 to br0…”
sudo /usr/sbin/brctl addif br0 $1
sleep 2

quindi..

ricordiamoci i moduli: modprobe kvm kvm_intel;

..poi creiamo un img raw per contenere (nel caso in cui volessimo installare zeroshell su hd) il sistema operativo emulato… ed io mi tengo veramente largo e decido per 1 giga:

qemu-img create /root/Zeroshell 1G

e infine lanciamo il livecd di Zeroshell attraverso qemu specificando architettura, memoria ,device e il boot della macchina emulata:

qemu-kvm -M pc -m 512 -cdrom /root/ZeroShell-1.0.beta7.iso -hda /root/Zeroshell -net nic,vlan=0,ifname=tap0,script=/etc/ifupScript -monitor pty -boot d
una volta partito il sistema emulato dobbiamo ovviamente configurare almeno la rete..nel mio caso, userò solo dhclient:

zeroshell-qemu1.jpg

..in questa maniera, adesso, dalla LAN a cui son connesso col portatile chiunque potrà provare Zeroshell specialmente attraverso il proprio browser sul tool di amministrazione:

zeroshell-qemu2.jpg

attraverso questa comoda ed elegante interfaccia è possibile configurare con successo (ho provato quasi tutto il possibile con esito più che positivo):

  • server RADIUS (con gestione chiavi di cifratura per Wireless 802.11b, 802.11g e 802.11; wpa e wpa2; e instradare da server radius dietro le piu svariate direttive (autenticazioni, mac acl e altro) su VLAN 802.1Q assegnata ad un essid. (ho già in mente di comprare una nano px e installare la versione zeroshell per compact flash.. e farci un bel mini sistema embedded.. )
  • Captive Portal per il supporto del web login su reti wireless e wired. ( avete presente gli HotSpot ? :P );
  • Gestione del QoS (Quality of Service) e traffic shaping per il controllo del traffico.
  • VPN host-to-lan.VPN lan-to-lan in tunnel SSL/TLS, con supporto per VLAN 802.1Q.
  • Router con route statiche e dinamiche;Bridge 802.1d con protocollo Spanning Tree per evitare loop anche in presenza di percorsi ridondati;
  • Firewall Packet Filter e Stateful Packet Inspection (SPI) con filtri applicabili sia in routing sia in bridging su tutti i tipi di interfaccia di rete comprese le VPN e le VLAN;Controllo mediante Firewall e Classificatore QoS del traffico di tipo File sharing P2P; NAT;TCP/UDP port forwarding (PAT) (vps ? ;);
  • Server DNS multizona e con gestione automatica della Reverse Resolution in-addr.arpa;
  • Server DHCP multi subnet (con gestione dei mac address)
  • Virtual LAN 802.1Q (tagged VLAN) applicabili sulle interfacce Ethernet, sulle VPN lan-to-lan, sui bonding di VPN e sui bridge composti da interfacce Ethernet, VPN e bond di VPN;
  • Client PPPoE per la connessione alla WAN tramite linee ADSL, DSL e cavo;
  • Client DNS dinamico che permette la rintracciabilità su WAN anche quando l’IP è dinamico (ddclient, no-ip etc..)
  • Gestione dinamica del record dns MX per l’instradamento SMTP della posta elettronica;
  • Server e client NTP (Network Time Protocol);
  • Server syslog;
  • Autenticazione Kerberos 5 mediante un KDC integrato e cross autenticazione tra domini;Autorizzazione LDAP, NIS e RADIUS;Autorità di certificazione X.509 per l’emissione e la gestione di certificati elettronici;
  • Integrazione tra sistemi Unix e domini Windows Active Directory in un unico sistema di autenticazione e autorizzazione mediante LDAP e Kerberos 5 cross realm authentication.

L’interfaccia è ancora incompleta perchè mancano un po’ di features fighe che ci vedo.. ma guardando sul sito ufficiale pare che ci stiano lavorando su bene e le prospettive sono più che buone :) Per quello che c’è su adesso va più che bene.. poi che aggiungere? Comoda e veloce anche quando virtualizzata dietro qemu-kvm.

OpenVpn [archivio]

Settembre 26, 2006 on 10:18 am | In Unix | No Comments

OpenVPN è una soluzione Open Source che crea tunnel point-to-point TCP over UDP (evitando cosi’ attacchi di tipo spoofing) permettendo la creazione di VPN in userspace e scambio di chiavi e dati crittografati con algoritmo blowfish.

Il mio caso è quello di una vpn tls (con certificati ssl) a stella(connessione da un server centrale verso diversi clients), una vera e propria intranet attraverso una rete pubblica (internet).

Per prima cosa ho creato i certificati con openssl:

openssl genrsa -out ca.key
openssl req -new -key ca.key -out rich.ca
openssl x509 -req -in rich.ca -signkey ca.key -out ca.cert
openssl genrsa -out server.key
openssl req -new -key server.key -out rich.ser
openssl x509 -req -in rich.ser -CA ca.cert -CAkey ca.key -CAcreateserial -out ser.cert
openssl dhparam -out dh.pem 1024
dopo i due file di configurazione per la vpn,

quello del lato server:

dev tap #device utilizzato (da abilitare nel kernel)
proto tcp-server #protocollo di connessione
ifconfig 192.168.0.1 255.255.0.0 # IP del server all interno della vpn
tls-server # Specifica il tipo di server ssl (unico possibile per vpn a stella)

key ca.key
dh dh.pem
ca ca.cert
cert ca.cert
local 10.0.0.149 # IP locale “reale” della macchina che ospita il server vpn

lport 5002 #porta di comunicazione
verb 4 #verbosità dei logs

mode server #modalità vpn
duplicate-cn

;ifconfig-pool 192.168.0.10 192.168.0.50 #possibilità di ip automatico (tipo dhcp) allinterno del range descritto (io avevo necessita di ip statici indi non ho usato questa funzionalità)
mssfix 1450
client-to-client #i clients si vedono tra loro

;push “ping 10″
;push “ping-restart 60″
;ping 10
;ping-restart 120

comp-lzo #compressione dei dati

.. e quello del client:

remote *.*.*:* #ip publico remoto

rport 5002 #porta
proto tcp-client #protocollo

tls-client #modalita del client ssl
dev tap #device usato (anche qui da compilare nel kernel)

ifconfig 192.168.2.9 255.255.0.0 #ip statico per la vpn (nel caso di indirizzamento dinamico dhcp non serve questa linea)

key ca.key
ca ca.cert
cert ca.cert

pull
comp-lzo #compressione dati
verb 4 #verbosità dei logs

fatto questo basterà far partire la vpn dal server e dai rispettivi client

cd /etc/openvpn #(path dei file di configurazione ma sopratutto delle chiavi e certificati)

openvpn –config filediconfigurazione.ovpn –daemon

questa vpn è stata provata con client su diverse piattaforme (anche windows)

FreeBSD & IPFW (2 parte)[archivio]

Luglio 1, 2006 on 10:12 am | In Unix | No Comments

Oltre IPFW, di cui abbiamo già detto qualcosa prima, esiste anche il
demone natd, questa applicazione consente di effettuare le più avantate
tecniche di NAT (Network Address Translation) e di PAT (Port Address
Translation)…

..intanto ricompiliamo il kernel abilitando i seguenti moduli:
(compilare un kernel freebsd se siete già abituati con linux è veramente
semplice)
piazzate un file di configurazione su /usr/src/sys/i386/conf magari
riprendendo quello del kernel custom e aggiungendo
#
options IPFIREWALL # firewall
options IPFIREWALL_VERBOSE # abilita il logging
#options IPFIREWALL_DEFAULT_TO_ACCEPT # autorizza tutto per default
options IPDIVERT # divert sockets
#

chiamiamo MYKERNEL il nuovo file di conf del kernel ecompiliamo con:
# /usr/sbin/config MYKERNEL
andiamo poi nel dir di compilazione di Freebsd
# cd compile/MYKERNEL
e via:
# make depend
# make
# make install

adesso possiamo attivare anche il demone natd editando il solito
/etc/rc.conf così:
# impostazioni di rete
defaultrouter=”200.201.202.254″
gateway_enable=”YES”
hostname=”sticazzi.dominio.com”
ifconfig_xl0=”inet 200.201.202.140 netmask 255.255.255.248″
ifconfig_xl1=”inet 192.168.0.254 netmask 255.255.255.0″
#
# impostazione del firewall ed del nat
firewall_enable=”YES” # abilita firewalling
firewall_type=”OPEN” # script standard /etc/rc.firewall
natd_enable=”YES” # abilita il demone natd
natd_interface=”xl0″ # interfaccia che esegue il forwarding
natd_flags=”-f /etc/natd.conf” # configurazioni addizionali per il natd

La prima parte è quella espressamente dedicata al networking: viene
definito il gateway, si abilitata la regola che consente il
packetforwarding e vengono impostate le interfaccie di rete del nostro
sistema.
la seconda parte riguarda l’abilitazione del firewall, l’abilitazione del
demone natd, la definizione dell’interfaccia di rete che eseguirà la
traduzione degli indirizzi con la definizione del file che conterrà le
impostazioni principali per il demone natd.
Nel nostro esempio stiamo trattando un sistema con 2 interfacce di rete
(dual-homed host), dove l’interfaccia xl0 fa parte della rete internet
pubblica mentre l’interfaccia xl1 fa parte di una rete privata.
L’interfaccia pubblica è quella che traduce gli indirizzi e le porte
eseguendo il NAT (Network Address Translation) o il PAT (Port Address
Translation). Per definire le regole che verranno utilizzate dal demone
natd e per dare corso alla traduzione degli indirizzi e delle porte,
dovremo creare il file di configurazione del natd /etc/natd.conf:
interface xl0
use_sockets yes
same_ports yes

Nel file viene definita l’interfaccia di rete che eseguirà il NAT, le
istruzioni use_socket yes e same_ports yes sono fondamentali per il
corretto funzionamento di alcuni protocolli applicativi (layer7) come
l’FTP (File Transfer Protocol) e l’IRC (Internet relay chat).
adesso potete anche riavviare la vostra macchina
In queste condizioni operative la base di protezione è nulla. Lo script
/etc/rc.firewall consente accesso a tutti i servizi che sono attivi sulla
macchina eseguendo il solo demone natd.
Eccovi un
esempio di
firewall dual-homed con regole stringenti e sicure
. Verrà eseguito il NAT,
il PAT e verranno bloccati tutti gli accessi da reti e da host non
autorizzati inclusa la tecnica di mascheramento degli indirizzi ip
denominata ipspoofing.

FreeBSD & IPFW (1 parte)[archivio]

Giugno 30, 2006 on 10:15 am | In Unix | No Comments

FreeBsd come altri sistemi operativi fornisce diversi strumenti per filtrare e gestire
pacchetti..il mio preferito che è anche quello nativo per eccellenza è IPFW….dicevo nativo..si
perchè IPFW viene compilato nel kernel e consente di utilizzare FreeBSD sia come strumento per il
filtraggio dei pacchetti (Packet Filter Firewall) che come strumento di analisi dei pacchetti che
lo attraversano grazie alle sue capacità statefull inspection..
Un firewall di tipo packet filter è fatto solitamente per l’ esclusiva gestione di sistemi dedicati
alla protezione di reti e necessita di una memoria RAM molto limitata..
Gli statefull inspection invece richiedono diversa memoria per via del lavoro di “analisi e
gestione” all’ interno delle molteplici interfacce di rete istallate nel sistema (guarda
/etc/rc.conf)….

..Per avviare le funzioni di firewalling non serve ricompilare il Kernel, dobbiamo solo aggiungere
le seguenti righe al file /etc/rc.conf perchè si inizializzi il firewall all avvio di sistema:

firewall_enable=”YES”
firewall_type=”/usr/local/etc/firewall.conf”
#

dopo di questo date un occhiata alle pagine di manuale di IPFW e configurate il vostro firewall
(in /usr/local/etc/firewall.conf
ecco un esempio base

appena avrò il tempo vi scriverò la seconda parte di questa miniguida parlandovi del filtraggio
avanzato con IPFW e del NAT su FreeBSD (/etc/natd.conf).

Linux & Bluetooth [archivio]

Giugno 25, 2006 on 10:10 am | In Unix | No Comments

Do fin dallinizio per scontato che abbiate compilato i
giusti moduli per bluetooth sul vostro kernel..
..Compiliamo tutti i sorgenti bluez
a fine howto trovate i link corrispondenti

Se vojamo usare utility tipo kBluetoothd (per
sincronizzazione-send- e vari servizi)
compiliamo anke Kbluetooth (sappiate che il packages
disponibile e’ solo per gentoo e debian io con slack ho
dovuto compilare tutto da cvs :°°)

Finite le dovute compilazioni se vojamo usare
kbluetooth carichiamolo attivando prima il demone
sdpd

e avviamo il programma
kBluetoothd

ma solo dopo aver sistemato la comunicazione cell/pc
con :

hciconfig hci0 up
(un po come il buon vekkio caro ifconfig

(se volessimo conoscere lindirizzo bindato del nostro cell:
hcitool scan )

(se invece il chan da bindare sulla device rfcomm0:
sdptool search DUN

quindi bindiamo il nostro cell sulla device /dev/rfcomm0

rfcomm bind 0 0:0f:07:26:2e:98 1
(”1″ rappresenta il canale “0:0f:07:26:2e:98″ lindirizzo lo “0″ bhoo
lasciatelo )

infine attiviamo il demone hcid
sfruttando il conf di bluez

hcid -f /etc/bluetooth/hcid.conf

Adesso prepariamoci alla connessione gprs..

ho compilato i miei script per pppd (dopo non tanta facilità con i comandi
AT per
il modem del mio T610 Eriksson considerando che avolte gli howto non
aiutano
anzi..)

poi vi pastero gli indirizzi delle basi di questi script
che dovete solo leggermente modificare dipendentemente
dalla vostra interfaccia (seriale - irda [/dev/ttyS0] o
Bluetoothd [/dev/rfcomm0]) e dal vostro telefonino (il mio
un T610)

quindi per finire.. (do per scontato che abbiate compilato
linterfaccia ppp sul kernel)
e quindi via con:
pppd call gprs

dove gprs e il vostro script per linterrogazione del cell

Bluez:
http://www.bluez.org/

MbUtils (un progetto tutto italiano per Bluez) [facoltativo]:
http://weblab.crema.unimi.it/mButils/
carapax.crema.unimi.it/eventi/ld2003/ pdf/colosio_e_gandellini.pdf

e gli script per pppd:

http://kotinetti.suomi.net/mcfrisk/gprs
http://kotinetti.suomi.net/mcfrisk/gprs-connect-chat
http://kotinetti.suomi.net/mcfrisk/gprs-disconnect-chat

Slamd64 && LMMS[archivio]

Maggio 11, 2006 on 10:07 am | In Unix | No Comments

Subito un esempio su SLAMD64 x un progettino simile al windowsiano Fruityloops (non troppo simile ehehee)

“LMMS aims to be a free alternative to popular (but commercial and closed- source) programs like FruityLoops, Cubase and Logic giving you the ability of producing music with your computer by creating cool loops, synthesizing and mixing sounds, arranging samples, having more fun with your MIDI-keyboard and much more…to
Lmms: ”

compialndo il problema che si pone innanzitutto è l’incompatibilita con libstdc++
che possiamo risolvere semplicemente trasferendo in /usr/lib la corrispondente a 64bit
(visto che il problema vi si porrà altre 523volte per altri 23478623478 pacchetti)

mkdir /backup
cp /usr/lib/libstdc++.so.6.0.* /backup/libstdc++.old
(non si sa mai eheheh )
cp /usr/lib64/libstdc++.so.6.0.3 /usr/lib/

(un’altra modifica è stata fatta sul listato stesso di un sorgente del progetto che dava un errore legato al 100% alla vers di gcc. [in poche parole ho risolto semplicemente segando un “exit (0 )” ehehe])

jack è a 32 e non 64
provo a compilare a 64 con

CFLAGS=”-march=k8 -pipe -O2″ ./configure

ma libFLAC nonn va indi:
cp /usr/lib64/libFLAC.la /usr/lib/

cp /usr/lib/libsndfile.so.1.0.12 /usr/lib/libsndfile.so.1.0.12.old
ma non cè libsndfile a 64
indi compilo con le stesse flags per 64bit libsndfile (e mi sa che faro dirett lo stesso per le altre dipendenze [libsamplerate specialmente gh] fftw e libefence
(andando su Makefile a cambiare le CFLAGS per march=k8))

ok adesso lmms funziona

Slamd64 [archivio]

Maggio 10, 2006 on 10:09 am | In Unix | No Comments


intanto :
root@HeNdriX:~# uname -a
Linux HeNdriX 2.6.15-g10k #1 SMP PREEMPT Sun Jan 15 12:35:12 CET 2006
x86_64 AMD Athlon(tm) 64 Processor 3200+ AuthenticAMD GNU/Linux
..questa è la mia macchina con kernel 2.6.15
la prima cosa da fare istallando slamd64 (credo sia un piccolo bug che
io ho risolto in una maniera molto grezza..) è patchare (se cosi si puo
dire) /etc/profile in modo da evitare il fastidioso errore che appare ad ogni
login in shell:
-bash: export: `//’: not a valid identifier
-bash: export: `-n’: not a valid identifier
root@HenDriX:~#

cambiando in questa maniera lultima riga:
da export _POSIX2_VERSION=199209 // fix tail -n weirdness
a export _POSIX2_VERSION=199209 #/ fix tail -n weirdness
eheheh
Per mantenere la “perfetta” compatibilità coi 32bit
ho incluso nell istallazione i pacchetti:

32atk-1.9.1-x86_64-1
32base-10.2.0-x86_64-1
32devel-2.3.5-x86_64-1
32gtk+-1.2.10-x86_64-3
32gtk+2-2.6.10-x86_64-1
32pango-1.8.2-x86_64-1
32×11-6.8.2-x86_64-1

Slamd64 divide in /usr/lib & /usr/lib64 le proprie librerie
il problema è che spesso il compilatore non lo sa..
Uno dei “difetti” di questa distro è infatti:
1>la poca “comunicazione” con gcc
2>la scarsa quantita di precompilati che “conoscano” questa “divisione” sopracitata
nonostante la presenza di repository univoci per Slamd64..

si potrebbe cosi’ “investire” nei tgz a 32bit ma questi al 99% non “vedono” le librerie da cui dipendono,
conviene cosi compilare da sorgente utilizzando le flags ed i parametri del compilatore e ottenendo cosi’ da un lato la perfetta “sincronizzazione” con la macchina
ma sbattendosi 10volte di piu’ eheheh

diciamo che per uno slacckista veterano il problema dovrebbe porsi relativamente visto che è la natura stessa della propria distro preferità (source-based) che richiede certe maggiori “attenzioni” .

Per terminare questa breve analisi vi dirò subito che tra le diverse distro ottimizzate per x86_64 questa è ,a mio parere, una delle scelte migliori che possiate fare.. ovviamente se non avete un cd o una .iso di arch64 a portata di mano..

Linux x86_64 & UnrealTournament [archivio]

Aprile 24, 2006 on 4:01 pm | In Unix | No Comments

Non avendo trovato nulla sul web (ne’ un installer o patch della loki
ne qualche users volenteroso) ma tante proprio tante richieste..
mi sono voluto cimentare io stesso sulla modifica dell’installer di questo gran
bel gioco..

tanto per cominciare l’installer non è compatibile con le nuove versioni di bash quindi facciamolo partire con questi parametri:
./ut-install-436.run –keep –target /usr/local/games/ut

in questa maniera verrà creato in /usr/local/games/ut il data-installer del
gioco con il relativo script “setup.sh“.
avremmo questo output:

Verifying archive integrity…OK
Uncompressing Unreal Tournament version 436 Linux
install……………………………………………………………..
This installation doesn’t support glibc-2.1 on Linux / x86_64

Please contact Loki Technical Support at support@lokigames.com
The program returned an error code (1)

..peccato che la Loki non si è mai occupata del problema..
cmq vediam di fixare noi stessi.. ;>verifichiamo allora glibc all interno dello script.. cerchiamo quindi
il blocco con la condizione (if di controllo - risposta - uscita) eliminiamolo e creiamo all’interno della directory dell’installer una copia del setup_data sulla nuova dir che chiameremo come l’arch del
nostro sistema: x86_64.

cd /usr/local/games/ut/
vi setup.sh
#eliniamo quindi le seguenti righe commentandole o segandole del tutto:

if [ “$failed” -eq 1 ]; then
if [ “$fatal” != “” ]; then
cat <<__EOF__
This installation doesn’t support $libc on $os / $arch

Please contact Loki Technical Support at support@lokigames.com
__EOF__
exit 1
fi
return $failed
fi

fatto questo creiamo la nuova dir clonando quella per i 32bit:
mkdir setup.data/bin/Linux/x86_64
cp -r setup.data/bin/Linux/x86/* setup.data/bin/Linux/x86_64/

ok
adesso
cd /usr/local/games/ut/
sh setup.sh

a fine installazione se fate partire il gioco non troverà il path esatto
andate voi in /usr/local/games/ut
e date ./ut

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